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Cucina tradizionale o veg? Un aspetto di cui nessuno parla mai Featured

È una questione di etichetta

 

La tradizione italiana è piena di ricette che non prevedono l’uso di carne o pesce o formaggi e altri ingredienti di origine animale, si potrebbe dunque dire che la cucina italiana è molto vegetariana o vegana, giusto?

 

Mmm ni…

 

È vero che per un veg è abbastanza facile trovare piatti tradizionali e buonissimi in Italia rispetto ad altri paesi, ad esempio da noi la base per moltissime preparazioni è il soffritto di cipolla-carota-sedano  mentre in Asia si parte dal brodo di pesce nella maggior parte dei casi,

ma è anche vero che associare un bel piatto di trenette al pesto genovese alla cucina vegetariana può sembrare un po’ forzato; anche se, tecnicamente, non essendoci pezzi di animali morti si potrebbe considerare nel mondo vegetariano anche il pesto genovese.

 

 

Provo ad estremizzare il concetto, sei mai stato a Lecce? Se ti capitasse di fare una passeggiata in Salento, entra in un ristorante, prova a chiedere un piatto vegano, il cameriere ti farà mille domande perché, colto dal panico,  dovrà accontentare un cliente strano, rompipalle;

prova invece a chiedere un piatto locale, magari semplice e ti verrà servita una ciotola di “ciceri e tria” che magicamente non contiene nessun ingrediente di origine animale: no carne, no pesce, no uova, no formaggio (a meno che non lo si voglia mettere sopra per condire a piacimento).

 

Per la cronaca, è una meravigliosa pasta e ceci; pasta fresca acqua e farina senza uova, zuppetta di ceci e la caratteristica che porta il piatto su un altro livello: una parte della pasta viene fritta e usata per dare croccantezza. Veramente un piatto fantastico, per vegani e non.

 

 

Dopo questo esempio vado dritto al punto: la percezione e l’idea che ci facciamo su un determinato cibo dipendono da quale ETICHETTA ci attacchi sopra.

 

Nella percezione popolare, la categoria “piatto tradizionale” si contrappone a quella di “piatto vegetariano/vegano” perché, spesso, vengono utilizzati ingredienti esotici o derivati “strani” per ricreare il piatto originale allo scopo di arricchire di sapore la ricetta privata di alcuni ingredienti.

 

Tendenzialmente è difficile considerare la stessa ricetta sotto due categorie così distinte, ciceri e tria è percepito come un piatto tradizionale, non come uno vegano; le trenette al pesto genovese con fagiolini e patate sono un piatto tradizionale, non vegetariano.

 

 

Il test per capire come le etichette fanno la differenza nella percezione di quello che mangiamo, in una semplice frase.

 

La spiegazione teorica è molto chiara ma voglio fare un esempio pratico che può essere verificato da tutti su quanto il cambiare etichetta sul barattolo cambia il contenuto dello stesso.

 

Questo semplicissimo test è, probabilmente, più efficace se fatto da persone non veg, da insospettabili l’effetto sorpresa amplifica il risultato.

 

Prova ad aprire il tuo facebook e scrivi uno stato tipo questo:

 

“Stasera cena vegana!!! Che buona!!! Ecco le foto dei piatti #GoVegan #CrueltyFree #senzaderivatianimali”

 

Immagina i commenti dei tuoi amici.

 

Più tardi allega la foto di un bel piatto di panelle palermitane e caponata catanese e nota la reazione, dovrebbe essere abbastanza spaesata e confusa perché avevi creato attesa rispetto a qualcosa che di solito viene percepito come strano e particolare ed invece era tradizionale o addirittura banale.

 

 

Questo test era per dimostrare ancora una volta che a seconda di quale filtro mettiamo la percezione cambia, insomma ci possiamo girare la frittata come vogliamo ed avremo il risultato che più ci interessa.

 

 

L’etichetta universale

 

Se sei vegano metterai l’etichetta “vegan” sui cibi adatti a te, se sei celiaco metterai quella “gluten-free” su i tuoi, se non hai particolari scelte o esigenze la tua etichetta sarà “normale” e così via…

 

Ognuno vede la realtà con i propri occhi ed il cibo con i propri gusti e convinzioni…

 

Però c’è un’etichetta generale che ognuno affibbia al proprio cibo: “buono da pensare”

 

Per tutti noi “una cosa è buona da magiare se e è buona da pensare” 

 

I vegetariani sono convinti mentalmente che magiare carne o pesce sia sbagliato e quindi non la mangiano perché per loro non è cibo… ma questo è un discorso da approfondire che merita un altro post…

 

per adesso mi basta sottolineare che il confine tra piatto tradizionale e piatto veg è molto sottile e a volte sono solo punti di vista diversi dello stesso cibo.

 

 

 

Grazie

 

A presto

 

 

Matteo Ferroni

Read 232 times Last modified on Martedì, 06 Dicembre 2016 17:26

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